«Via della Croce», la forza degli ultimi

di Giovanna Grassi, in Corriere della sera del 02/08/2009

VENEZIA - Molti piccoli film e documentari di qualità imperniati su forti temi sociali cercheranno, partendo dalla Mostra, una fetta di pubblico sugli schermi del mondo. Il primo ad aprire la carrellata è stato Via della Croce , 60 minuti diretti da Serena Nono, classe 1964, pittrice di fama, che ha attinto al patrimonio di famiglia sia in senso figurativo che musicale: nella colonna sonora, infatti, oltre a musiche di Bach, ci sono composizioni di suo padre Luigi. Evento speciale al Lido, il film, costruito in capitoli e con tableaux vivants che sono libere citazioni da dipinti di Piero della Francesca, Caravaggio, Tiziano, Tintoretto, Mantegna, Bellini, Giotto, ha per Venezia un significato particolare. E' stato realizzato nella comunità di S.Alvise dove abitano, arrivando da ogni parte del mondo, persone di nazionalità, provenienze sociali e religioni diverse in uno spirito di altruismo che difficilmente trova eguali. Spiega la regista: «Il film è il viaggio del Nazareno verso la morte in croce e, in un mondo dove Dio sembra non esserci più, solo la fede e l' amore guidano Gesù verso la sua vittoria proprio contro la morte, in senso spirituale, umanistico, fideistico. Si percorrono, intrecciandole tra loro, le testimonianze degli ospiti di S.Alvise e si affrontano i temi della povertà, dell' emarginazione, della carità. Parlano coloro che spesso non hanno né voce né presenza. Alcuni ospiti raccontano le loro vite, le stazioni delle loro sofferenze. Altri riflettono sui temi del Vangelo e cercano fratelli in un mondo dove spesso chi dovrebbe essere tale è un nemico». «Come pittrice - spiega - mi affascinava l' idea di creare tableaux vivants delle stazioni della Via Crucis, cercando esterni quasi periferici a Venezia, dal Campo della Madonna dell' Orto alla Giudecca. Tra i passanti c' è stato chi ci scherniva e chi ci guardava con curiosità, nulla di nuovo per i nostri interpreti di vita vera. E' un film che nasce dalla collaborazione, in tutti i sensi, ed è proprio questo elemento aggregativo che ci ha permesso di approfondire, parallelamente a una ricerca creativa, i rapporti universali di amicizia e fiducia».