«Via della Croce»: e Cristo diventa un senzatetto

di N.P., in Il Corriere delle Alpi del 03/08/2009

VENEZIA.

Il povero Cristo impersonato da poveri cristi, ovvero dagli ospiti senza fissa dimora della casa dell’ospitalità di Sant’Alvise di Venezia che mettono in scena le tappe della via crucis nel film di Serena Nono, «Via della Croce», sezione Orizzonti di Venezia 66.  «Il povero Cristo realizzato con i poveri cristi è un simbolo anche della disattenzione della società verso i poveri emarginati», dice Nerio Comisso, direttore della casa di Sant’Alvise coinvolta dal progetto della Nono.  Nel film, ai tableaux vivants che ripercorrono la passione di Gesù si intrecciano le testimonianze degli ospiti: «Abbiamo filmato molte ore di dialoghi con gli ospiti che riflettevano sui temi del Vangelo, giudizio, carità, caduta, insulto», spiega la regista. E come nelle pagine del Vangelo, anche in «Via della Croce», girato nelle calli e i campi di Venezia, i passanti camminano del tutto indifferenti.  I tableaux vivants sono basati su opere dei maestri, dal Caravaggio al Tiziano, ma per la regista, che è anche pittrice, è più semplice riprodurre il volto di Cristo con gli ospiti di Sant’Alvise che dipingerlo:  «In pittura devi immaginartelo», dice la regista, «e invece puoi trovarlo in quello degli ultimi, non è una frase fatta, quei volti dicono di più di un dipinto ben fatto».