Recensione di Luigi Accattali su www.luigiaccattoli.it/blog

Finalmente ho potuto vedere VIA DELLA CROCE – che è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia tra il 2 e il 10 settembre – e ne sono entusiasta. Si tratta di una Via Crucis girata con attori di strada, per le calli e i campielli di Venezia, da Serena Nono con gli ospiti della Casa dell’Ospitalità di Sant’Alvise con i quali aveva già realizzato OSPITI nel 2008: http://www.viadellacroce.org/. I “poveri cristi” della Casa – barboni e sbandati di varia provenienza – danno il meglio di sé come interpreti della Passione di Cristo che solo per i poveri è davvero una “lieta novella”. Per intendere lo spirito di questa sacra rappresentazione  svolta da persone che recitano il Cristo recitando se stesse – i quadri delle diverse stazioni sono inframmezzati dalle loro storie di vita, quasi sempre un po’ lunghe – può valere una battuta di uno dei protagonisti: “Qui sono tutti matti e io sto bene con loro. Siamo dimenticati e abbandonati ma prediletti da Dio”. La scena della flagellazione echeggia “La flagellazione” di Piero della Francesca, il compianto sul Cristo morto cita il Mantegna e altri tableau vivants si rifanno a Caravaggio, Tiziano, Tintoretto, Bellini, Giotto. C’è tra i protagonisti un Pilato estroso e colorato interpretato da Alberto Bucco e c’è – tra le comparse – un pensoso Massimo Cacciari che viene in quadrato mentre la musica di Bach commenta le parole “reclinato il capo emise lo spirito”. Cinquantasei minuti che ti dicono come siano bravi i poveri a recitare il Vangelo e come sia adatta Venezia a fare da scenario alla loro recitazione.